Come lavora un agente AI: strumenti, permessi e supervisione
Si parla molto di agenti AI come di scatole nere. In realtà l'architettura è comprensibile: un modello linguistico che, oltre a rispondere, può usare strumenti — cercare nei documenti, compilare un modulo, inviare una notifica — dentro confini decisi da chi lo configura.
I tre ingredienti
- Strumenti: le azioni concrete che l'agente può compiere (e solo quelle).
- Permessi: su quali dati e sistemi può agire, con quale identità.
- Ciclo di lavoro: legge il compito, pianifica, agisce, verifica il risultato, riprova se serve.
Il ruolo della supervisione
Gli agenti seri prevedono punti di controllo umano: le azioni a basso rischio corrono da sole, quelle importanti si fermano e chiedono conferma. Il livello di autonomia non è una proprietà del modello: è una scelta di configurazione, reversibile.
Perché capirlo conta
Chi valuta un fornitore può fare le domande giuste: quali strumenti ha l'agente? Chi definisce i permessi? Dove sono i punti di conferma? Le risposte distinguono un sistema progettato per l'azienda da una demo appariscente.
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